Radioterapia

GENERALITÀ SUI TUMORI

Gli organi e i tessuti del corpo umano sono costituiti da tantissimi "mattoncini” chiamati cellule. La neoplasia è una malattia delle cellule.

Le cellule, a seconda della propria funzione, hanno un aspetto ed una velocità di crescita diversi, ma si riparano e si riproducono sempre allo stesso modo. Di norma, la divisione cellulare avviene in modo ordinato e controllato, ma se, per qualche motivo, questo processo impazzisce, le cellule danneggiate si dividono più velocemente o non riescono più a “morire”, formando la massa tumorale.

I tumori possono essere benigni o maligni.

Le cellule del tumore benigno non si diffondono agli organi circostanti e, pertanto, non sono cancerose. Se però continuano a crescere nel sito originale, possono diventare fastidiose in quanto incominciano a premere contro gli organi adiacenti.

Al contrario, le cellule del tumore maligno sono molto invasive e riescono a diffondersi al di fuori del sito d’origine distruggendo i tessuti circostanti. E’ possibile che tali cellule neoplastiche vengano trasportate, attraverso la circolazione sanguigna o linfatica, anche in organi distanti, dove prolificano dando origine ad un nuovo tumore detto metastasi.

COSA E’ LA RADIOTERAPIA

Il trattamento radioterapico è una delle possibili terapie indicate per la cura o l’attenuazione dei sintomi nella maggior parte dei tumori maligni, in alcuni tumori benigni e in alcuni processi infiammatori . E’ un trattamento di tipo loco-regionale e consiste nell’impiego di radiazioni ionizzanti con la finalità di distruggere  le cellule tumorali presenti nell’area irradiata, bloccando il processo di crescita e di riproduzione cellulare.

L’irradiazione per motivi anatomici, coinvolge inevitabilmente anche cellule non malate, ma sono quelle tumorali a essere più danneggiate perché, moltiplicandosi più rapidamente, risultano più sensibili all’effetto delle radiazioni. Le cellule sane hanno una maggiore capacità di riparazione rispetto alle cellule neoplastiche,  per cui il danno ai tessuti non neoplastici, viene riparato completamente o parzialmente in un lasso di tempo più o meno lungo: si possono quindi avere in corso di un trattamento radiante e per un certo periodo di tempo dal termine, dei  disturbi comunemente chiamati “effetti collaterali”. Tali effetti, indesiderati, sono spesso inevitabili e sono il più delle volte controllati da una terapia di supporto mirata.

TIPI FONDAMENTALI DI RADIOTERAPIA

  • radioterapia esterna:un fascio di radiazioni, emesso una apparecchiatura posta ad una certa distanza dal corpo, colpisce una determinata regione corporea, attraversando la pelle, in modo simile a ciò che avviene quando il paziente si sottopone ad una radiografia.
    Questa modalità di radioterapia non è invasiva è indolore e non rende radioattiva nessuna parte del corpo, per cui non sussistono problemi nei contatti con le altre persone.
  • radioterapia con sorgenti interne (brachiterapia):consiste nell’introduzione di sorgenti radioattive quali ad esempio Cesio 137 o Iridio 192 (sottoforma di fili, tubi, ecc.) in vicinanza o direttamente a contatto con la regione da trattare, per un tempo variabile.

FINALITÀ DELLA RADIOTERAPIA

CURATIVA

Se la malattia è localizzata, l’obbiettivo è l’eradicazione della malattia neoplastica e quindi la guarigione.

  1. RADIOTERAPIA ESCLUSIVA
    Nei tumori del testa-collo, nelle neoplasie della cervice uterina, nei tumori cutanei, nei tumori della prostata, nei linfomi di Hodgkin.
  2. RADIOTERAPIA IN ASSOCIAZIONE ALLA CHIRURGICA
    • sia prima dell’intervento (neoadiuvante), spesso con l’integrazione di chemioterapia, con l’obbiettivo di eseguire una chirurgia meno demolitiva, senza diminuire la possibilità di guarigione (nei tumori del retto, del pancreas, dell’esofago ecc)
    • sia dopo un intervento chirurgico conservativo o in caso di fattori di rischio di recidiva loco-regionale (radioterapia adiuvante o precauzionale) (nei tumori mammari, nei tumori dell’apparato gastroenterico, nei tumori del capo-collo, nei sarcomi delle parti molli, nei tumori cerebrali, nei tumori della prostata, nei tumori polmonari ecc.);
  3. RADIOTERAPIA IN ASSOCIAZIONE ALLA CHEMIOTERAPIA
    Si parla in questo caso di  trattamento integrato radio-chemioterapico: nei tumori del capo-collo, nei tumori ginecologici, nei tumori polmonari, nei tumori cerebrali, nei tumori esofagei,  nei tumori dell’ano, nei tumori della vescica, nei linfomi.
  4. RADIOTERAPIA IN ASSOCIAZIONE ALLA ORMONOTERAPIA
    Nei tumori prostatici, nei tumori mammari.

PALLIATIVA

L’obiettivo è quello di controllare lo sviluppo del tumore, eliminando o prevenendo i sintomi, migliorandocosì la qualità di vita del paziente, in tutti i tipi di tumori in stadio avanzato (mts ossee, mts cerebrali, ostruzioni bronchiali mts, masse pelviche, neoplasie esofagee ecc.)

MODALITÀ TECNICHE DELLA RADIOTERAPIA

  • Radioterapia con ortovoltaggio (Roentgenterapia)
    L’energia è prodotta da un’apparecchiatura che produce raggi X di bassa energia (200 KV) per trattamenti a scopo antiflogistico in patologie non neoplastiche (es. artrosi).
  • Cobaltoterapia
    impiega l’energia sviluppata dai raggi gamma emessi spontaneamente dall’isotopo radioattivo del cobalto 60, uno dei minerali radioattivi più noti. E’ il metodo più antico di terapia radiante dei tumori con alte energie ed è una cura idonea per certi tipi di tumori  con focolai semiprofondi.
  • Radioterapia mediante acceleratori lineari
    L’energia è prodotta da una complessa apparecchiatura che emette radiazioni elettromagnetiche (raggi X) di elevata energia (6-15-18 MV) o radiazioni corpuscolari (elettroni). Vengono trattati tumori con focolai profondi-semiprofondi modulando l’energia.
  • Brachiterapia:
      A   differenza della radioterapia esterna, viene eseguita introducendo una sorgente radioattiva in forma solida direttamente nel tumore o nelle sue vicinanze, in tubicini di plastica o in supporti di metallo. Le sostanze radioattive più usate sono il cesio e l’iridio.
    Per questo tipo di terapia è necessario il ricovero in ospedale per qualche giorno fino alla rimozione dell’impianto e allo smaltimento delle tracce di radioattività.
  • Radioterapia intraoperatoria (IORT)
    Si tratta di una particolare tecnica di radioterapia che consente di erogare una dose di radiazioni in una singola frazione, durante l’intervento chirurgico. La visione diretta nella breccia operatoria, della sede da irradiare, consente di ottenere una elevata precisione del trattamento e allo stesso tempo di evitare l’irradiazione degli organi sai interposti, che possono essere allontanati durante l’intervento stesso. La radioterapia intraoperatoria prevede un’unica seduta, in genere preceduta o seguita da una radioterapia a fasci esterni: può anche essere utilizzata come unico trattamento radioterapia in neoplasie iniziali di piccolo volume, oppure in neoplasie non resecabili, con lo scopo di migliore controllo locale.

CHI LAVORA IN RADIOTERAPIA

L’effettuazione di un trattamento radioterapico è resa possibile dalla collaborazione di vari operatori sanitari:

  • Medico radioterapista oncologo
    E’ un medico specialista nell’impiego delle radiazioni ionizzanti per la cura di diverse malattie e principalmente di quelle neoplastiche. Egli ha il compito di giudicare, prima di tutto, l’indicazione clinica e programmare il trattamento radiante. Questo implica la visita medica del paziente, l’analisi della documentazione clinica esistente e spesso la richiesta di ulteriori indagini specialistiche. Il radioterapista oncologo programma, inoltre, i parametri del trattamento in collaborazione con il fisico sanitario, segue il paziente durante il decorso della terapia e successivamente con visite periodiche di controllo.
  • Fisico Sanitario
    E’ un laureato in fisica, specializzato in fisica sanitaria, esperto di radiazioni e delle loro interazioni con i tessuti biologici; ha inoltre la responsabilità del corretto funzionamento delle apparecchiature che emettono radiazioni.  Collabora strettamente con il medico radioterapista nell’ottimizzare la pianificazione, per ogni paziente, del trattamento radiante. Effettua inoltre i controlli periodici di qualità sulle apparecchiature presenti nel centro di radioterapia.
  • Tecnico di radioterapia.
    È un tecnico esperto nell’impiego degli apparecchi radioterapici: ogni giorno esegue la seduta di radioterapia sui pazienti, in base alle prescrizioni del medico radioterapista e provvede a tutte quelle operazioni di centraggio e di simulazione di tipo radiologico (con macchine particolari , chiamate Simulatori, o con apparecchi di Tomografia Computerizzata (TC) che servono a localizzare la regione del corpo da irradiare. Alcuni dei tecnici sono addetti alla realizzazione di schermi speciali in lega, di sistemi di immobilizzazione e di altri piccoli supporti che hanno lo scopo di rendere il trattamento ottimale.
  • Personale infermieristico.
    Gli infermieri del reparto di degenza  assistono i pazienti che si sottopongono alla trattamento radiante in regime di ricovero.
    Gli infermieri e il personale sanitario del servizio di radioterapia collaborano con i medici, i fisici e il personale tecnico nelle diverse attività ambulatoriali,  assistendo il malato sottoposto al trattamento di radioterapia.

SERVIZI DI SUPPORTO

Esiste inoltre una serie di operatori sanitari che affiancano il paziente durante il trattamento radioterapico, quali il dietologo, il fisioterapista, lo psichiatra, l’assistente sociale etc.

ITER DEL PAZIENTE SOTTOPOSTO A TRATTAMENTO RADIANTE

Prima visita e impostazione terapeutica

Quando un paziente si presenta presso il reparto di radioterapia, il medico radioterapista oncologo, dopo aver preso visione della completa documentazione diagnostico-strumentale del paziente(ad esempio verbale dell’intervento chirurgico, esame istologico, radiografie, TC e/o RMN pre e postoperatorie, scintigrafia ossea etc)  e dopo averlo sottoposto ad una visita clinica con raccolta di tutte le informazioni cliniche precedenti, decide circa l’indicazione al trattamento radioterapico; qualora fosse necessario un completamento diagnostico verranno richiesti ulteriori esami clinici e/o strumentali.

Posta indicazione al trattamento radiante, il medico, valuta le varie possibilità tecniche per irradiare al meglio la zona dove ha sede il tumore, definisce la dose totale, studia il frazionamento radiante più indicato e il tipo di radiazione da utilizzare, a seconda delle apparecchiature a disposizione. Il paziente viene quindi informato sulle modalità tecniche della radioterapia, sugli eventuali effetti collaterali precoci e tardivi e quindi inserito nella lista di programmazione in base a una scala di priorità.

Simulazione tradizionale

Prima di effettuare il trattamento vero e proprio, viene effettuata la simulazione con un apparecchio chiamato Simulatore. Tale macchina funzione come un tubo a raggi X  tipico per le radiografie, ma che può “simulare”, cioè riprodurre tutte le posizioni che può assumere un’apparecchiatura radioterapica. Con questa metodica, il radioterapista localizza i punti di ingresso del fascio di radiazione. Il numero di tali punti varia a seconda delle necessità.Al termine della simulazione vengono segnati, sulla cute del paziente, con ago e inchiostro di china, piccoli tatuaggi, corrispondenti solitamente ai punti d’ingresso dei campi di radiazione previsti. Tali tatuaggi sono indelebili nel tempo e possono permettere, insieme alla cartella e al piano di trattamento, di ricostruire in qualsiasi momento la geometria dei campi impiegati e il volume irradiato.

 Simulazione con TC 

Al termine della seduta di simulazione il paziente viene sottoposto ad una TC per una ulteriore e quindi più precisa localizzazione della regione da irradiare. Con la TC infatti, si ottengono le informazioni anatomiche del paziente rendendo possibile lo studio delle migliori soluzioni tecniche per poter irradiare la zona del tumore, danneggiando il meno possibile i tessuti sani che inevitabilmente lo circondano.

In casi selezionati vengono effettuate, oltre alla TC, anche una RM e/o una SPET/PET che possono consentire di individuare, con una maggiore precisione, i volumi di trattamento.

Piano di cura computerizzato.

Prima di dare l’avvio al trattamento radiante, con la collaborazione del medico radioterapista, il fisico sanitario,  elabora al computer il piano di cura personalizzato per ogni paziente. Sulle  immagini della TC il radioterapista individua il volume da irradiare e gli organi sani da evitare. Sulla base della indicazioni raccolte ed elaborate fino a questo momento,vengono ottimizzati i campi d’irradiazione e vengono calcolati i tempi del trattamento e le modalità per la sua reale esecuzione.

Trattamento radioterapico.

Il trattamento vero e proprio inizia dunque dopo tutte queste procedure, per l’elaborazione del piano di cura personalizzato, in cui vengono studiate tutte le migliori soluzioni tecniche  per poter irradiare al meglio la sede del tumore.

La terapia viene effettuata, in genere ambulatorialmente, una volta al giorno per cinque giorni alla settimana, per un numero di settimane  dipendente dal tipo di patologia, in modo da somministrare la dose necessaria per distruggere il maggior numero di cellule tumorali e per dare la massima garanzia possibile di guarigione. Nel caso di ricovero, il paziente viene accompagnato giornalmente dal personale infermieristico nell’ambulatorio dove viene effettuata la radioterapia. L’orario, tranne quello del primo giorno di trattamento, viene concordato con il personale tecnico preposto a ciascuna macchina di terapia.

Il trattamento radioterapico può anche essere eseguito, in casi particolari, più volte al giorno.

Il paziente viene fatto entrare nella sala di trattamento e, con l’aiuto del personale tecnico, viene aiutato a posizionarsi sul lettino esattamente come era stato posizionato sul lettino della simulazione, nel modo più corretto, ma anche nella posizione più comoda possibile. Il paziente viene quindi lasciato solo nella sala di trattamento, ma viene tenuto sotto attenta sorveglianza dal personale mediante l’uso di telecamere interne a circuito chiuso. Se necessario, il trattamento può essere interrotto in qualsiasi momento. Nelle sale di trattamento esiste anche la possibilità di comunicazione attraverso un sistema di interfono. La singola seduta radioterapica in genere dura pochi minuti e non causa alcuna sensazione dolorosa al paziente; nessuna parte del corpo diventa radioattiva e non ci sono problemi nei contatti successivi con le altre persone.

La terapia può essere modificata lungo il suo corso per ridurre progressivamente la regione da trattare, una volta che sono stati raggiunti certi livelli di dose. In tal caso possono essere ripetute le operazioni di simulazione.

Durante il trattamento

Ogni paziente ha una propria reazione al trattamento radioterapico, sia dal punto di vista psichico che fisico. E’ molto importante che il paziente sia informato e motivato a eseguire la cura a cui si sta sottoponendo, e ogni incertezza deve essere chiarita con il medico.

Generalmente, durante il trattamento, il paziente può continuare la propria attività lavorativa, compatibilmente con il tipo di lavoro e con le proprie condizioni generali: si consiglia di condurre una vita “normale”, seguendo le proprie abitudini. Nel proseguire abituali attività sportive dovrà essere valutato il dispendio energetico e lo stato generale, eventualmente consultandosi con il medico. Nel caso si renda necessario un supporto psicologico, si potrà rivolgere al medico radioterapista per un consiglio.

Il paziente deve nutrirsi al meglio seguendo una dieta bilanciata e cercando di prevenire perdite di peso considerevoli, che renderebbero meno precisa la riproducibilità della posizione in cui viene effettuato il trattamento. Spesso c’è una perdita d’interesse per il cibo durante la terapia: il suggerimento che si può dare consiste nel ricercare tipi di cibo più appetitosi e di fare piccoli pasti più frequenti di quelli abituali.

A seconda della zona del corpo irradiata il paziente può presentare disturbi diversi che possono essere prevenuti e curati con accortezze che verranno suggerite in seguito. Per ogni sintomo il paziente dovrà rivolgersi al medico che lo segue durante la radioterapia.

Dopo il trattamento

Al termine del trattamento radiante, l paziente viene visitato e gli vengono consegnati una lettera, indirizzata al medico curante che descrive il trattamento effettuato, e un cartellino in cui sono contenuti una sintesi della radioterapia eseguita e le date delle visite successive (il paziente dovrà consegnare il cartellino ad ogni controllo). Il paziente entra, da questo momento, nella fase delle visite periodiche di controllo (follow – up): è importante che le visite vengano fatte con continuità poiché servono per scoprire, il più precocemente possibile, eventuali riprese della malattia.

Le visite, di solito, hanno una frequenza più ravvicinata nel tempo nei primi anni seguenti il trattamento e vengono distanziate negli anni successivi.

BRACHITERAPIA

La brachiterapia a basso dose-rate, a differenza della radioterapia esterna, viene eseguita introducendo una sorgente radioattiva in forma solida direttamente nel tumore o nelle sue vicinanze, in tubicini di plastica o in supporti di metallo.

Il vantaggio rispetto alla radioterapia esterna è dovuto al fatto che, in questo modo, è possibile rilasciare un’elevata dose direttamente nel tumore risparmiando maggiormente i tessuti sani.

Una volta immesse le sorgenti radioattive nei tubicini, il paziente dovrà rimanere in un particolare stanza schermata,da solo o con un altro paziente sottoposto allo stesso trattamento, per un periodo che può variare indicativamente da 1 a 7 giorni.

Per questo tipo di terapia è quindi necessario il ricovero in ospedale per qualche giorno fino alla rimozione dell’impianto.

Le sostanze radioattive più usate sono il cesio-137 e l’iridio-192.

Impianto di cesio

La radioterapia intracavitaria con impianti di cesio (Cs137) viene usata per il trattamento di carcinomi della portio, dell’utero e della vagina Il cesio viene immesso in un applicatore modellato, costituito da un materiale simile a quello utilizzato per le impronte dentarie, che permette pertanto di ricostruire la forma dell’organo in cui è inserito. Una volta  introdotto l’applicatore si effettua una radiografia per verificare l’esatto posizionamento. Infine, da quando viene immesso il materiale radioattivo nell’applicatore, il paziente dovrà rimanere a letto per evitare che l’impianto si muova.

Impianto di iridio

Questo tipo di radioterapia può essere usato per il trattamento di diversi tumori, tra i quali quelli della bocca, della lingua, della cute del viso (soprattutto palpebre e naso). La sorgente di iridio (Ir192) viene immessa per mezzo di fili, forcine o spille, che vengono posizionati in anestesia locale o generale. Anche in questo caso verrà eseguita una radiografia per controllare la posizione dell’impianto.

L’inserimento di  forcine in bocca può risultare fastidioso e rendere difficile l’alimentazione. In questo caso è necessario osservare una dieta semiliquida o liquida oppure si verrà alimentati mediante flebo. Dopo la rimozione delle sorgenti la zona interessata sarà dolente e gonfia, pertanto il medico potrà prescrivere dei farmaci analgesici e antiinfiammatori.

PRINCIPALI EFFETTI COLLATERALI IN RAPPORTO ALLE DIVERSE AREE CORPOREE IRRADIATE

Ogni singolo paziente ha una propria reazione personale al trattamento radiante sia dal punto di vista fisico che psichico. E’ stato accertato che i pazienti che sono maggiormente motivati alle cure e quindi seguono tutte le istruzioni ed i consigli suggeriti, sono quelli che tollerano meglio il trattamento. Gli effetti collaterali che si possono presentare in corso di radioterapia variano in base al numero di sedute alle quali il paziente è stato sottoposto, alla sede corporea irradiata e all'estensione di tale sede. Inoltre, qualora al trattamento radiante sia necessario aggiungere un trattamento chemioterapico, bisogna considerare anche la possibile presentazione di effetti secondari dovuti all'utilizzo dei farmaci chemioterapici.

È importante che il paziente sappia che il presentarsi degli effetti collaterali rientra nella normalità e non deve quindi essere fonte di preoccupazione, in quanto essi sono temporanei e limitabili con adeguate terapie farmacologiche.

Radioterapia della regione testa e collo
(per tumori della sfera ORL: tumori del rinofaringe, orofaringe, ipofaringe, tumori del cavo orale, tumori dei seni paranasali)

Le mucose della bocca e della gola possono infiammarsi con possibile comparsa di bruciore , difficoltà alla deglutizione, alterazione della salivazione e del gusto. Questi disturbi solitamente compaiono dopo due settimane dall'inizio del trattamento e regrediscono fino a scomparire dopo alcune settimane dalla fine della terapia. Di solito l'entità dei disturbi può essere mitigata seguendo semplici accorgimenti: evitare cibi molto salati, alcolici, fumo, cibi irritanti come gli agrumi, usare alimenti sufficientemente idratati in modo da rendere più facile la deglutizione. Una particolare cura deve essere riservata alla pulizia del cavo orale e dei denti con paste dentifricie fluorate, utilizzando il filo interdentale e sciacqui della bocca frequenti, perché, se le ghiandole salivari sono comprese nel campo di irradiazione, si verificano alterazioni della salivazione tali da favorire la comparsa della carie. È poi importante ricordare di non effettuare estrazioni di elementi dentari compresi nel campo di irradiazione e comunque avvertire sempre il medico radioterapista prima di eseguire un intervento odontoiatrico.

Radioterapia delle neoplasie cerebrali

Occasionalmente è possibile avvertire senso di nausea, cefalea  e spossatezza. L'effetto collaterale più importante è la perdita dei capelli nell'area irradiata. Quando il trattamento è concluso, è possibile che i capelli non ricrescano, o che ricrescano con colore, consistenza e forse anche spessore leggermente differenti. Il tempo di ricrescita dipende dalla dose di radiazione ricevuta e dalla durata del trattamento. Il cuoio capelluto e la pelle nell'area trattata si arrossano e si seccano, e per questo la zona può essere dolente durante la terapia. E’ consigliabile lavarsi con acqua tiepida e sapone neutro e  asciugarsi delicatamente con un asciugamano soffice. Inoltre, essendo la pelle molto sensibile, è meglio non sovraesporla al sole o a correnti di aria fredda.

 Un raro effetto collaterale che può verificarsi dopo la fine del ciclo di radioterapia è rappresentato da una sensazione di sonnolenza e di irritabilità che può protrarsi per alcuni giorni dalla fine, ma regredisce entro qualche settimana

Radioterapia in sede addominale
(per tumori dello stomaco, del pancreas, del colon-retto, dell’ano, della prostata, seminomi, tumori ginecologici)

Per lo stimolo irritativo esercitato dalle radiazioni sulla mucosa gastroenterica è possibile che si presentino nausea , raramente vomito, e dolori addominali crampiformi i quali possono richiedere l'assunzione di farmaci.

Se l'intestino è compreso nel campo di trattamento e soprattutto se è associata una chemioterapia, a distanza di circa due settimane può insorgere diarrea. Per prevenire e trattare tale fastidioso disturbo, il paziente dovrà osservare una dieta adeguata con scarso contenuto di fibre, consigliata dal medico radioterapista all’inizio del trattamento. Alla eventuale comparsa della diarrea saranno poi associati anche farmaci sintomatici (antidiarroici, antispastici etc.). La proctite (infiammazione dell’ultima parte del retto) può insorgere dopo 2-3 settimane di trattamento sulla pelvi con emissione di muco, impellente stimolo all’evacuazione (detto tenesmo), bruciore e infiammazione dei vasi emorroidari e dell’ano. Essa regredisce di solito con terapia adeguata. Durante il trattamento della regione pelvica sono anche frequenti i disturbi urinari. Una cistite può insorgere dopo 2-3 settimane di trattamento sulla pelvi manifestandosi con bisogno impellente di urinare associata a minzioni frequenti e nei casi più gravi sangue nelle urine. Si tratta di cistiti batteriche che sono favorite dal danno prodotto sulla mucosa vescicale da parte delle radiazioni. In tal caso si utilizzeranno i consueti presidi: elevato apporto idrico, disinfettanti urinari, antibiotici, spasmolitici.

Radioterapia della regione mammaria
(nei tumori della mammella)

I disturbi sono modesti e si manifestano soprattutto a carico della cute che può diventare più secca ed arrossarsi fino ad irritarsi come quella scottata dal sole, specialmente nelle persone più sensibili. I punti più delicati sono costituiti dall’areola mammaria, dal capezzolo, e soprattutto dalle pieghe cutanee (solco sottomammario e pilastro ascellare) zone più facilmente sottoposte a macerazione per sudorazione e/o a sfregamento dovuto al reggiseno, specialmente in seni di grosse dimensioni o in presenza di cicatrici retraenti Talora in queste sedi si può verificare una perdita degli strati più superficiali dell’epidermide, con messa a nudo del derma sottostante con secrezione di siero (disepitelizzazione).

Per prevenire e limitare questi effetti, che comunque scompaiono dopo un periodo di tempo dalla fine del trattamento, si consiglia di:

  • seguire i consigli del medico radioterapista di riferimento per quanto riguarda la terapia  farmacologica: per prevenire tali reazioni cutanee vengono prescritte sin dall'inizio del trattamento, pomate idratanti sostituite da rimedi più specifici alla presentazione delle prime eventuali irritazioni;
  • lavarsi con acqua tiepida facendo uso di detergenti neutri e di asciugarsi delicatamente, senza sfregamenti;
  • evitare l'applicazione di profumi, creme, deodoranti, cosmetici, alcol., prodotti “fai da te” che potrebbero interferire con le radiazioni;
  • non usare sostanze depilatorie o lamette;
  • evitare l'applicazione di cerotti nell'area irradiata;
  • indossare solo magliette di cotone larghe e soffici, non usare indumenti di lana  a contatto con la parte irradiata;
  • non esporre al sole la parte interessata dal trattamento radiante: l'esposizione al sole della zona irradiata è da evitare sia durante il trattamento che per alcuni mesi successivi alla fine della terapia;
  • di portare il meno possibile il reggiseno: il reggiseno, se usato, non deve avere sostegni metallici e  deve essere confortevole.

Radioterapia del torace
(per tumori del polmone, mediastino, tumori dell’esofago, linfomi)

Il sintomo più frequente è legato all'infiammazione della mucosa esofagea che si può manifestare come difficoltà e dolore al passaggio del cibo (disfagia). Questo sintomo è però controllabile con l'uso di farmaci antiacidi e di soluzioni che, presi prima dei pasti, hanno la capacità di rivestire la mucosa esofagea proteggendola dal contatto col cibo. Si possono verificare anche episodi di nausea per i quali il medico prescriverà specifici farmaci antiemetici. L'irradiazione del torace può comportare anche la comparsa di tosse e difficoltà respiratoria per irritazione del polmone.

Può dare adito, inoltre, a sintomi di tipo influenzale per qualche giorno a o dolore a livello toracico. A seconda dell'intensità della dose erogata e della durata del trattamento, tali effetti possono essere lievi o molto fastidiosi. Il maggiore fastidio che potreste avvertire verso la fine del ciclo di trattamento è la difficoltà a deglutire e bere bevande molto calde o molto fredde. Tutti gli effetti collaterali descritti dovrebbero scomparire gradualmente una volta concluso il ciclo di trattamento, ma se dovessero persistere è bene informare il medico.

Tossicità ematologica

L'anemia, la leucopenia e la piastrinopenia possono insorgere durante o dopo il trattamento soprattutto in caso di irradiazione di grandi volumi corporei e se sono associati farmaci chemioterapici.

CONSIGLI GENERALI

  • Nelle donne in età fertile è consigliabile effettuare un test di gravidanza prima di iniziare il trattamento e inoltre, per tutti i pazienti è auspicabile prendere misure precauzionali per evitare il concepimento durante il trattamento e per un certo tempo successivo alla fine di esso.
  • È preferibile che il paziente comunichi tutti i farmaci di cui fa uso e che non assuma alcuna medicina senza il consenso del medico radioterapista.
  • In linea di massima, la maggior parte dei trattamenti permette al paziente di continuare la propria attività lavorativa compatibilmente con il tipo di lavoro svolto e con le condizioni generali del paziente. In ogni caso il paziente potrà consigliarsi a proposito di ciò con il medico radioterapista
  • Alcuni pazienti in trattamento lamentano stanchezza; è quindi preferibile che essi cerchino di riposare ed evitino sforzi violenti e non necessari.
  • A volte i pazienti riferiscono una mancanza di appetito durante il ciclo di radioterapia, ma è comunque molto importante che venga seguita una dieta bilanciata.

CONSIGLI DIETETICI

  • Consumare pasti piccoli, ma frequenti nell’arco della giornata, quando si presenta il senso di fame,anche  al di fuori dell'ora dei pasti;
  • Ricercare tipi di cibo più appetitosi;
  • Variare la propria dieta per non mangiare sempre le stesse cose;
  • Mangiare in compagnia e se non fosse possibile, distrarsi con la televisione e la musica;
  • Evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, troppo speziati e/o unti;
  • In caso di inappetenza o di dimagrimento rivolgersi al medico radioterapista che provvederà a una consulenza dallo specialista dietologo per eventuale impostazione di una dieta con integratori alimentari o con un particolare contenuto calorico/proteico.

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