La settoplastica

Intervento di correzione del setto nasale deviato

L’intervento  di  settoplastica,  o  correzione  funzionale  del  setto  nasale,  è  consigliabile  quando l’anomalia anatomica del setto nasale provoca una difficoltà respiratoria nasale sintomatica.

L’intervento ha la finalità di ripristinare una corretta respirazione nasale, limitando le patologie da disventilazione: sinusiti, cefalee da flogosi rino sinusale, faringiti ricorrenti.

Anatomia del setto nasale

Il setto nasale è una struttura mediana che divide le due fosse nasali, la destra e la sinistra. Ha una componente ossea e una componente cartilaginea, quest’ultima accessibile alla palpazione e che sorregge la punta del naso, contribuendo a conferire al volto i suoi tratti fisionomici (fig.1).


Fig.1- Sezione facciale lungo il piano del setto. La struttura ossea del setto è costituita da :
1, lamina perpendicolare della etmoide; 2, vomere. La cartilagine: 4, è situata anteriormente.

Le anomalie anatomiche del setto nasale

Le  anomalie  anatomiche  del  setto  nasale  vengono  per  semplicità  definite deviazione  del  setto nasale.Le deviazioni del setto comprendono: angolature della cartilagine settale, speroni ossei, creste della cartilagine e della componente ossea del setto (fig.: 2,3,4). Queste anomalie possono essere congenite o acquisite nel corso della vita, per esempio in seguito a traumatismi della regione facciale che coinvolgono il naso. Congenita o acquisita che sia, la deviazione del setto provoca una difficoltà respiratoria nasale e, come conseguenza, il ricorso alla respirazione per bocca anche a riposo. Le immagini che seguono sono tratte da TAC preparatorie di pazienti che si sono sottoposti all’intervento di settoplastica. Le TAC mostrano chiaramente le anomalie del setto che verranno corrette dall’intervento.


Fig. 2- Setto nasale in asse


Fig. 3- Deviazione semplice del setto


Fig. 4- Cresta ossea del setto che comprime il turbinato

A quale età si può operare il setto nasale

La struttura osteo cartilaginea del setto nasale si modifica con la crescita dello scheletro cranio facciale, crescita che termina nella tarda adolescenza. Il setto è una struttura centrale che, crescendo, fa da guida allo sviluppo della piramide nasale. In assenza del setto la piramide nasale non può svilupparsi in modo armonioso e ne risulta un naso schiacciato.

L’intervento, quando è indicato, si effettua dopo l’adolescenza, quando lo sviluppo delle scheletro cranio facciale è ultimato. In casi selezionati si possono effettuare interventi “a minima” anche in soggetti più giovani. Le persone anziane, quando non esistano controindicazioni di carattere generale, possono trarre giovamento dall’intervento. Una corretta respirazione nasale migliora l’ossigenazione e pertanto l’organismo in toto e in particolare il sistema cardio circolatorio ne sono avvantaggiati.

Le controindicazioni all’intervento

Non ci sono controindicazioni assolute all’intervento. La giovane età del paziente è una controindicazione così come alcune patologie della mucosa nasale. L’età molto avanzata, soprattutto in presenza di comorbilità, controindica l’intervento.

Come si svolge l’intervento

La durata di un intervento di settoplastica varia dai 15 ai 30 minuti. Opero abitualmente in anestesia  locale con assistenza del Medico Anestesista che monitorata le funzioni vitali e somministra una blanda sedazione. L’anestesia locale è somministrata dall’operatore ed è preceduta da una decongestione delle mucose delle fosse nasali e da una anestesia di contatto con piccoli tamponi di cotone introdotti nelle fosse nasali e rimossi quando inizia l’intervento vero e proprio.

Il setto nasale è la parete divisoria delle fosse nasali (fig. 1). E’ una struttura osteocartilaginea rivestita da entrambi i lati da mucosa. Per accedere al setto osteocartilagineo si incide la mucosa sul lato destro in corrispondenza del bordo libero della cartilagine; si prosegue distaccando la mucosa dal setto osseo e cartilagineo. Successivamente si disarticola la cartilagine del setto dalla parte ossea (vomere e lamina perpendicolare della etmoide). Si rimuovono gli speroni ossei e frammenti di cartilagine in corrispondenza delle aree deviate. A fine procedure il setto nasale viene riposizionato al centro delle fosse nasali. La mucosa, distaccata dalla impalcatura, viene suturata al setto con punti di materiale riassorbibile; l’incisione viene suturata. Le fosse nasali vengono tamponate con un tampone morbido, spugnoso, rivestito da pomata antibiotica.

Il periodo post operatorio e i controlli

A fine intervento il paziente viene condotto nella camera di degenza dove si tratterà poche ore prima della dimissione. Il dolore post operatorio è lieve e viene controllato con analgesici. Nelle ore successive all’intervento il tampone di garza applicato sotto il naso può intridersi di muco e qualche goccia di sangue.

La terapia alla dimissione prevede la somministrazione di antibiotici sino al giorno dello stamponamento e analgesici al bisogno.

Lo stamponamento viene effettuato ambulatoriamente dopo 24/28 ore dall’intervento. E’ una procedura molto veloce che non provoca dolore. Nei giorni successivi vengono applicate nel vestibolo nasale pomate antibiotiche, olio gomenolato da instillare nelle fosse nasali e umidificazione delle fosse nasali con soluzione salina.

La prima cicatrizzazione si completa in 7/10 giorni. A una settimana dall’intervento può essere ripresa l’attività lavorativa e una blanda attività fisica. A venti giorni dall’intervento si possono riprendere le abituali attività sportive.

Le complicazioni dell’intervento

Le complicazioni dell’intervento sono statisticamente molto basse e possono dare luogo ad esiti disfunzionale che talora richiedono un intervento di revisione. La dissezione della mucosa dalla struttura osteocartilaginea del setto può provocare una lacerazione della mucosa e, a cicatrizzazione avvenuta, una perforazione permanente del setto. Possono verificarsi ematomi del setto che, se non evacuati, provocano un ispessimento del setto e una difficoltà di respirazione. L’ematoma può infettarsi e suppurare con danno della cartilagine che può essere in parte riassorbita.

L’obiettivo dell’intervento di settoplastica è il miglioramento della respirazione nasale attraverso la correzione delle anomalie anatomiche del setto. In una piccola percentuale di casi (circa il 3% nella mia casistica), la struttura cartilaginea si sposta dalla linea mediana causando un ingombro in una fossa nasale e, di conseguenza, un handicap respiratorio. L’entità della anomalia è abitualmente inferiore a quella corretta nel primo intervento. In questi casi un intervento di revisione ripristina una corretta respirazione nasale.
 

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